{"id":465,"date":"2025-12-30T18:48:54","date_gmt":"2025-12-30T17:48:54","guid":{"rendered":"https:\/\/savohead.com\/home\/?p=465"},"modified":"2025-12-30T19:48:33","modified_gmt":"2025-12-30T18:48:33","slug":"abbrivio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/savohead.com\/home\/blog-affondo-perduto\/abbrivio\/","title":{"rendered":"Abbrivio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">La nostra mente ha bisogno di inizi, ha bisogno di cose semplici e comprensibili, per non sentirsi fuori posto o indietro, abbiamo paura di perdere anche con noi stesse, con l&#8217;idea che abbiamo di noi stesse.<br>Quindi partire con un pensiero a met\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 una sconfitta.<br>Questo \u00e8 un posto a met\u00e0, e spero lo rimanga <s>sempre<\/s> (il pi\u00f9 a lungo e quanto possibile), perch\u00e9 vorrebbe dire che non sar\u00e0 finita e altre cose potrebbero arrivare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">Chiariamolo (come se il nome del blog non dovesse bastare): non sono una persona ottimista, tutt&#8217;altro, direi che chi ha assaggiato un pochino del mio malessere, non l&#8217;ha trovato poi cos\u00ec facile da gestire (coi dovuti distinguo, in cui qualcuno c&#8217;ha addirittura marciato, denigrandolo), ma quindi perch\u00e9 sono cos\u00ec speranzoso (o avventato\u2026 o anche semplicemente str*nzo) da voler intraprendere per l&#8217;ennesima volta un viaggio come questo?!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">Non lo so.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">Vorrei che, a volte, questa risposta bastasse.<br>Vedo come molto evoluto, un pensiero che accetti e valorizzi un semplice &#8220;non lo so&#8221;. Sia esso un aperto e stupito, volenteroso desiderio di analizzare e capire; oppure un dimesso e calmo, magari spento, magari svogliato, magari sollevato, sedersi un po&#8217;, senza forze, e lasciare che le cose vadano; o un aspettare, un prendersi una pausa, magari poi una ragione viene.<br>Questa volta il non lo so \u00e8 pieno di altro, perch\u00e9 in realt\u00e0 viene tutto dalla voglia, dalla necessit\u00e0, dalla sensazione di strabordare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">Direi che per partire, serve forse chiarire il nome del blog e il perch\u00e9 (o tentare di farlo, visto che non finir\u00f2 mai nulla, qui e altrove).<br>Amo le parole.<br>Questo posto si pu\u00f2 leggere come quella sensazione poco chiara, quel caos che ci colpisce nei sogni in cui non riusciamo a correre, a scansarci, a fare qualcosa; oppure come quella fortissima voglia interiore, che si scontra con lo sca*zo, con l&#8217;inerzia, con il culopesantismo o anche solo con la reale non voglia (anche questo \u00e8 un pensiero evoluto che, personalmente, vedo molto femminile: attualmente la pi\u00f9 insormontabile distinzione tra donna e uomo (e che forse la liquidit\u00e0 potrebbe colmare o potenziare) \u00e8 che per un uomo \u00e8 logico &#8220;vorrei, ma non posso&#8221;, mentre per una donna \u00e8 logico &#8220;vorrei ma non voglio&#8221; (penso di averlo gi\u00e0 detto e scritto altrove, ma questo luogo \u00e8 anche di smemoratezza\u2026 scusate). Penso che l&#8217;evoluzione umana abbia una fortissima direzione, che \u00e8 quella femminile, oltre che quella anarchica e naturistico-indigena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">Insomma, la prima accezione di questo titolo \u00e8 che spesso credo infinitamente in ci\u00f2 che penso e scrivo, ma poi mi scontro con la realt\u00e0 dei fatti, con la scarsa intelligenza (emotiva e mentale e tutte quante le accezioni possibili) per metterla in atto, quindi ho un sacco di abbrivi, che mi sembrano affondi pronti a colpire nel segno, ma poi si sciolgono, si spengono, si perdono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">La seconda accezione potrebbe essere pi\u00f9 chiara con una virgola, per dar pausa breve tra le parole.<br>Casco un sacco di volte.<br>E so che \u00e8 un bene, perch\u00e9 tutte quelle cose della fenice e le frasi motivazionali di stoca*zo, ma per chi ha il <strong>gene depressivo<\/strong>, \u00e8 un gran terno all&#8217;otto, l&#8217;affrontare le cose\u2026 pu\u00f2 andar bene, come malissimo.<br>Un sacco di volte, quando affondo, mi sento un bel po&#8217; perso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">Infine, la terza interpretazione \u00e8 sonora.<br>Amo le parole, s\u00ec, ma anche, e spesso soprattutto, i suoni.<br>Non so quando si sia instillato in me il non riuscire a distinguere il tratto dal suono, ma so che quando la gente sta ore a parlare di poesia scritta e orale, a me viene un pochino da pensare che &#8220;boh\u2026 non \u00e8 la stessa cosa?!&#8221;.<br>Insomma, quando scrivo, a me sembra di sentirlo. E infatti, un sacco di volte, metto delle virgole che in grammatica non sono proprio correttissime\u2026 ma \u00e8 che c&#8217;ho le pause, in testa, e mi sembra meritino una virgola.<br>Comunque: una delle cose belle dell&#8217;italiano (che ho la fortuna di aver imparato come prima lingua) \u00e8 il raddoppiamento sintattico (che gi\u00e0 \u00e8 un suono tutto tocchi e scoppi).<br>Quando uno a Milano va a casa, lui va a casa. Punto.<br>Quando una gi\u00e0 a Firenze, ma anche a Roma e pi\u00f9 in gi\u00f9, va a casa: lei va accasa. Che poi si cementifica nell&#8217;accasarsi, nel diventare casa. Accoglie, abbraccia. Le doppie, in italiano, sono abbracci e culle. Sono un po&#8217; amore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">E io, l&#8217;amore, lo vedo a fondo perduto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">Ma suona affondo, col raddoppiamento sintattico (scusate, volevo ripeterlo), ed \u00e8 un concetto che spero faccia capire il mio intento: prendere un termine economico e accostarlo al concetto, alla sensazione, al bene supremo esperibile; secondo me \u00e8 un bel tentativo di provare qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">Ovvio, non sono il primo a farlo, non sar\u00f2 certo l&#8217;ultimo. Non mi ergo a un bel diavolo di niente. Anzi, per concludere questo primo sproloquio vorrei chiarire una piccola, ma fondamentale tendenza: io, dato che affondo, sto sotto.<br>Quella cosa difficile da scrivere per chiudere una lettera al Savonarola (quell&#8217;umilissimo stare sotto i piedi), \u00e8 la mia condizione primaria.<br>Se dico qualcosa su qualcosa o, soprattutto, qualcuno, non mi sto ergendo a superiore, non sto analizzando da distaccato spocchioso, non sto sentenziando snobisticamente\u2026 \u00e8 proprio che ho fissato ben bene i miei chiodi al fondo, ai sedici anni, che tutto quello che osservo e guardo e indago e cerco e provo e sento e sperimento, io lo vedo da sotto.<br>Che \u00e8 tanto sbagliato quanto il contrario, perch\u00e9 l&#8217;equilibrio \u00e8 saper gestire le onde e lasciarle fluire; ma dato che ho imparato a considerare la mediocrit\u00e0 dell&#8217;indifferenza come il male peggiore e il rischio di alimentare la mia stronzaggine, nell&#8217;indulgere in onde in fase, troppo grande per la mia forza e integrit\u00e0; allora mi sono allenato un po&#8217; a stare qui, nel mio fondo, a guardare su, e provare a essere un po&#8217; obiettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">Insomma: qui vorrei provare a scrivere qualcosina di buono, dal fondo di me, dal fondo della controfase, rilasciato in una voglia altalenante che spero non si perda (ch\u00e9 la costanza \u00e8 una mia grande difficolt\u00e0); ma soprattutto vorrei che fosse a fondo perduto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-system-monospace-font-family\">Come l&#8217;amore, appunto (in tutte le sue accezioni).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra mente ha bisogno di inizi, ha bisogno di cose semplici e comprensibili, per non sentirsi fuori posto o indietro, abbiamo paura di perdere anche con noi stesse, con l&#8217;idea che abbiamo di noi stesse.Quindi partire con un pensiero a met\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 una sconfitta.Questo \u00e8 un posto a met\u00e0, e spero lo rimanga [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"federated","footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-465","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-blog-affondo-perduto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/savohead.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/465","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/savohead.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/savohead.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/savohead.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/savohead.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=465"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/savohead.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/465\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":485,"href":"https:\/\/savohead.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/465\/revisions\/485"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/savohead.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/savohead.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/savohead.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}