Ci sono un po’ di pensieri sparsi, ultimamente, che rendono il tutto un po’ ostico, nel senso che è di difficile interpretazione e “accoglienza”.
Sono sempre stata una persona verbosa, anche se silenziosa. Se non ho nulla da dire o se voglio ascoltare e imparare, resto zitto o ci provo.
Questa è una cosa calma.
E secondo me dà calma… che è una cosa bella e necessaria.
Succedono tante cose, ogni giorno e, secondo me, è anche un po’ “by design”, nel senso che non penso ci siano “i poteri forti” che si mettono a tavolino e dicono “adesso facciamo così e creiamo più casino possibile, così la gente s’arrabbia o almeno accresce ansia, ansia sociale, ansia tecnologica, ansia ambientale e tutte le ansie possibili, così poi noi facciamo quello che vogliamo”, non credo… ma che indirettamente sfruttino la cosa, sì. Ecco. Magari non la pianificano, perché spesso sopravvalutiamo l’intelligenza di chi ha il potere. Chi ha il potere, spesso, è una persona mediocre, coi soldi. Punto. Quindi non ho sempre tutta questa certezza che la malignità di chi ha il potere sia pianificata, perché sarebbe nobilitare la mediocrità di chi sfrutta e abusa, che molto probabilmente ha solamente avuto un po’ di fortuna e tanta faccia tosta.
Quindi da qualche giorno a questa parte, sto pensando intensamente che non ne posso più.
Mi è successo altre volte, mi sono ritrovato a non avere più spazio per un rumore, diventato troppo forte, insistente, pressante; e di trovare un serbatoio nuovo, enorme, quasi infinito, di calma e distacco (che non è noncuranza, ma proprio pace), che mi fa vedere le cose per come posso affrontarle.
Adesso sembrano esserci persone imbecilli al potere, sembra non abbiano più nessuna remora a buttarci in faccia che credono di poter fare quello che vogliono (in realtà è da molto prima che nascessi io, che fanno così, solo che usano la pudicizia che la società del momento permette loro), e la comunicazione costante e pressante ci rende il tutto abbastanza insostenibile, continuo, sempre più dell’ultima volta che avevamo detto essere la peggiore di sempre.
E non è un qualunquista dire “è tutto una merda”, non è un benaltrista concentrarsi su una cosa comparandola con qualcosa che non mi tange, è proprio che secondo me l’umano è davvero molto semplice, e non si deve andare troppo a cercare il perché faccia cose maligne, le fa perché è umano e mediocre.
Quindi cosa posso fare io? Cosa posso dire alle persone vicine, di possibile, perché lo si faccia insieme?
Penso che uno degli strumenti migliori che si possa avere e usare sia l’intelligenza di non giocare al gioco meschino di correre quanto chi sfrutta la corsa per farci credere di essere in una gara, ma guardare il gioco, capire che è truccato, ma soprattutto che è un gioco stupido al termine del quale perdono più persone di quante ne vincano (più o meno come tutti i giochi che hanno aiutato a rovinare il senso della parola “competere”), quindi capire che non ha proprio senso giocare.
Io sono nonviolento, c’è chi dice che difendere strenuamente la nonviolenza faccia il gioco dello stato, ma se posso azzardare un’interpretazione, visto che lo stato, secondo me, è da abolire, la nonviolenza è proprio un principio base di un’evoluzione possibile solo perché siamo esseri umani… differenti dagli animali che non possono pensare questa soluzione.
Proviamo a evolverci.
Proviamo a fare la pace con calma
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