Questo sarà un post poco filosofico e “molto tecnico” (nel senso che parlo di “roba”, non che ci metta i paroloni tecnici di chi sviluppa o serverizza), ma è giusto per chiarire che non è che io stia prendendomi un anno per fare il figo, o per farmi vedere o perché sono pigro (beh, anche per questo, ma non solo).
È proprio che tanto sembra semplice entrare nelle piattaforme:
– perché si ha voglia e quando si ha voglia, le cose si fanno più semplicemente;
– perché sono disegnate per rispondere subito all’esigenza di comunità nelle persone che cadono subito in FOMO o altre dipendenze;
– perché la peer-pressure di non essere in qualcosa ci fa sentire sbagliate e che l’esserci sia L’UNICA risposta
tanto è, anche stupidamente, difficile uscirne.
E non lo dico per fare il lamentone, perché in realtà io preferirei togliermi e basta, ma vorrei rendere il più efficace possibile questo passaggio, e non vado a cercare difficoltà per farmi più bello, ma riporto solo quello che accade… e funziona già abbastanza.
Siamo troppo abituate a imbellettare la realtà, che quando basta la realtà per fare scalpore, ci sentiamo che sbagliamo se non serve enfatizzarla.
Dopo aver fatto l’ultimo stream su Twitch la notte del 31 dicembre, per non partecipare più a quel teatrino nel 2026, ho lasciato il VOD sul canale per i giorni previsti (14) prima di chiudere l’account… così magari qualcuno l’avrebbe visto (visto che a capodanno non m’aspettavo ci fosse nessuno).
Prima cosa: giustificando il tutto con la solita scarsità di risorse (che non è altro che un dire “ovviamente non vado a spendere soldi per te, merdina che non vali nulla”), Twitch conserva le dirette di chi non è affiliato per 7 giorni, le conserva per 14 per chi ha un’affiliazione e 60 per chi ha una partnership.
Se fosse realmente scarsità di risorse, chi è partner, fa più streaming e ha più seguito, le risorse che consuma sono molte più di chi fa streaming una volta ogni tanto e non ha seguito. Ovviamente è solamente per guadagno.
Ma oltre a non essere una cura verso le utenze, non è nemmeno così reale/automatica. L’avevo notato anche con le letture, ma non interessandomi, non c’avevo posto troppa attenzione. Ma visto che la diretta è andata in onda il 31 dicembre, ieri o ieri l’altro, sarebbe dovuta sparire… ma pare sia ancora lì (metto il link, ma sparirà presto, se non per scadenza, perché mi disiscriverò appena sparirà). Quindi boh… da una parte può far piacere, dall’altra pare un lassismo ingiustificato per chi pretende di fare le cose precise quando si tratta di copyright o altre cose in cui il denaro è coinvolto.
Ma la cosa più “divertente” sta succedendo con Facebook.
Dopo anni in cui non sono riuscito a entrare nel mio account, prima senza nessuna risposta (proprio pagina bianca), poi senza riuscire a recuperare la password (mi chiedeva di pigiare un numero sul mio Huawei (mai avuto dispositivi di questa marca)), qualche giorno fa sono entrato senza problemi e ho visto che avevo un botto di messaggi ai quali non avevo risposto.
Visto che odio la piattaforma, ma non (sempre) la gente, decido di rispondere per annunciare che me ne vado, lasciare recapiti o anche solo far capire di non essere una merda che non ha risposto per anni, così, per spocchia.
Leggo un bel po’ di messaggi e comincio a rispondere a qualcuno… il tutto pigiando sul fumettino col lampo, vedendomi aprire la chat piccolina in basso a destra e scorrendo i nomi nella lista con in grassetto le conversazioni non lette.
Dopo aver risposto a poco meno della metà, spengo il pc e rimando al giorno seguente il lavoro.
Qualche giorno di nulla.
Ieri riapro il tutto per proseguire e chiudere:
NON MI È POSSIBILE VEDERE LE CONVERSAZIONI!
Se pigio sul fumetto col lampo, vengo rimandato obbligatoriamente a Me(rd)ta Business Suite, dove vedo ALTRE conversazioni che non avevo letto (sono certo di non averle lette, perché ho spento il pc dopo aver letto TUTTE le conversazioni segnalatemi come non lette).
Il problema più grande che riscontro è ancora più assurdo:
ora vedo chat che non vedevo, ok; ma quelle che ho letto, alle quali ho risposto, ORA NON LE VEDO!
Nel senso, io so di aver risposto a una persona e di aver letto una sua risposta. Bene. Se cerco quella persona, l’ultimo messaggio che mi appare, è quello a cui avevo risposto l’altro giorno.
Alcune conversazioni che ho letto, non esistono più, e io non ricordo a chi dovessi rispondere o a chi avessi già risposto.
Insomma: esistono due “cose” separate?! Fecibook e Merdsenger?! Dove sono finite le conversazioni che ho fatto sull’uno, prima di essere forzato a leggere solo quelle dell’altro?!
Smetto, che mi sento polemico per nulla, ma vorrei dire due cose:
lo scrivo qui, dove non verrà letto da nessuno, ma se mi volete scrivere, potete trovare mille modi e non diminuiranno, una volta che sarò uscito dalle piattaforme orribili… ci sarà da fare solo un click in più, e so benissimo che mi precluderà il 90% delle opportunità, per il culopesante che le piattaforme ci nutrono;
prima di uscire, ora, proverò a rispondere a questi nuovi messaggi e cercherò le vecchie conversazioni, ma non appena mi sentirò di aver fatto il possibile, inizierò l’iter per chiudere facebook e togliere ogni dato dalla piattaforma (cosa che potrà prendere tempo e madonne).
Insomma, chiunque può anche non andare in chiesa e non credere più, ma i cattolici continueranno ad annoverare la sua presenza tra le loro fila, a fare un funerale quando sparirà o a dettar legge (o influenzare chi le detta) su chi possa andare a trovarla in ospedale. La “norma” non ha senso se calata dall’alto. E il bene che si può tentare di fare viene stranamente spesso dal basso.
Per queste piccole cose, sperando che possano alimentare quelle grandi, è facile e poco tedioso rimediare o ribellarsi o agire. Penso possano servire per allenarsi quando lo stato armerà una polizia che non è una polizia per distinguere la popolazione, per impaurirla e farne ciò che vuole.
Per questo detesto lamentarmi, perché bisognerebbe avere sempre la forza di superare il fastidio, passare oltre e sorridere.
In fondo fa ridere il fatto che un software che dovrebbe aggregare le persone, non sappia fare la prima cosa che dovrebbe, ovvero permettere loro di scriversi. Non è un bel ridere, visto il contorno, ma fa ridere.
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